I muri devono respirare o traspirare?

logo Casa comfort TagliareniOccorre fare chiarezza sulla “respirazione” degli edifici attraverso i muri. Molte volte ci sentiamo dire che è consigliabile usare determinate pitture per consentire alle pareti di respirare per evitare il “soffocamento” dei muri e la formazione di muffe all’interno delle abitazioni.
A volte viene addirittura sconsigliato l’applicazione del cappotto termico per evitare le conseguenze appena accennate.
Quanto appena detto è assolutamente sbagliato, in quanto l’applicazione del cappotto termico o di altri prodotti durante le fasi di ristrutturazione edilizia, deve essere fatta seguendo opportune verifiche preliminari, quali le stratigrafie dei muri e analisi in loco per esaminare gli equilibri termici dei vari ambienti, in modo tale da evitare la formazione di condensa e muffe sulle pareti. Per cui non è esistono muri che respirano, ma è corretto parlare di traspirabilità dei muri.
Oltre alla traspirabilità delle superfici e fondamentale far areare gli ambienti in modo tale da permettere un ricambio d’aria negli ambienti e diminuire la condensa in eccesso. Per fare ciò è opportuno aprire per 15 minuti ogni 2 ore le finestre in modo tale da far scendere il livello di umidità ambientale al livello ottimale, cioè tra il 65 e il 70 %. Quest’ultima è la soluzione più facile ed economica, ma anche la meno efficiente in quanto oltre all’umidità facciamo uscire calore d’inverno ed entrare calore in estate. Il modo più intelligente, efficace ed efficiente sarebbe quello di installare un sistema di ventilazione controllata, in modo tale da ottenere certi standard di consumi e comfort abitativi.

muro-traspirazione

traspirazione muro

La traspirabilità può essere intesa come la capacità di un materiale di essere attraversato dall’aria umida ed è in genere legata alla porosità del materiale stesso. Più il materiale è traspirante più bassa è la possibilità che si crei condensa sulla sua superficie e quindi anche le relative conseguenze come le muffe. Una maggiore traspirabilità determina inoltre una maggiore durabilità del materiale in quanto l’eventuale acqua che verrebbe a formarsi sulla superficie del materiale, lo renderebbe soggetto a maggiori sbalzi termici e più facilmente deteriorabile.
Per cui è giusto parlare di traspirabilità dei muri (ossia il passaggio di umidità) e non di “respirabilità”.
Il coefficiente di resistenza al passaggio del vapore, indicato con la lettera greca μ, è riferito ad uno specifico materiale; μ è la resistenza che oppone il materiale al passaggio del vapore paragonandolo alla resistenza che dà un metro di aria, più basso è questo valore (mai inferiore ad 1), tanto più facilmente il vapore attraverserà il materiale.
Ecco alcuni esempi relativi alla traspirabilità μ:
-intonaco di gesso…………..7
-malta di calce naturale……..5 – 10
-muratura di mattoni…………10 – 15
-malta di cemento……………18 – 35
-cemento armato……………..35 – 70
-polistirene espanso (EPS)……80 – 300
-fogli di PVC……………….> 20.000

Bisogna considerare inoltre che solo l’1-2% dell’umidità di un ambiente viene smaltita attraverso i muri, il restante 98-99% dell’aria viziata viene smaltita attraverso la ventilazione naturale o meccanica. E’ molto importante capire come evitare l’umidità in eccesso e come mantenere i muri interni caldi. Due ottime soluzioni al problema sono un impianto di ventilazione meccanica e un sistema a cappotto termico che aiuti a mantenere la temperatura interna dei muri sopra i 13° d’inverno, per evitare la formazione della condensa e muffe. Fondamentale, quindi, raggiungere l’equilibrio termo-igrometrico con opportune valutazioni delle stratigrafie dei muri esterni, del tetto e dei solai e un’ adeguata ventilazione. Durante le fasi di ristrutturazione o riqualificazione energetica è importante eliminare eventuali umidità interne ai muri prima di effettuare ulteriori interventi,come l’applicazione del cappotto termico; quindi attraverso opportune indagini è fondamentale rilevare queste problematiche e intervenire con opportune soluzioni.

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La coibentazione

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L’uomo da sempre ha cercato di proteggersi dai disagi del clima cercando di ripararsi e di conservare il calore. Le dispersioni termiche esprimo la facilità di un edificio a lasciare passare il calore attraverso le pareti, dall’interno verso l’esterno (in inverno) o viceversa (in estate), in quanto il calore segue sempre una sola direzione, cioè si sposta sempre da una zona calda verso una zona più fredda. Per evitare le dispersioni termiche, occorre quindi isolare bene al fine di limitare sia le dispersioni invernali sia le rientrate di calore del periodo estivo; solo in questo modo è possibile ottenere un significativo risparmio energetico tutto l’anno, quindi risparmio di soldi e riduzione dell’inquinamento. La migliore soluzione per ridurre drasticamente le dispersioni termiche risulta essere l’applicazione dell’isolamento a cappotto o cappotto isolante, cioè della soluzione tecnica per la coibentazione termica e acustica delle pareti in un edificio, tramite l’applicazione del materiale isolante all’esterno invece che dentro le pareti.

Cappotto termico

La tecnica consiste nell’applicare alle pareti dei pannelli isolanti (polistirene espanso, fibre minerali, fibra di legno, calcio silicato, sughero, etc…) di spessore adeguato alla circostanza, con appositi sistemi di fissaggio che, successivamente, verranno ricoperti da malte adesive rinforzate con fibra di vetro ed infine protetti con intonaci in pasta colorata. A questo punto occorre sfatare un mito, molti credono che il cappotto termico sia utile solo per i climi invernali, ma questo non è assolutamente vero in quanto il cappotto isolante è molto efficace anche nel periodo estivo. Il comportamento di un edificio in estate è completamente diverso da quello invernale, i parametri in gioco sono di più e di maggiore intensità. Occorre tenere conto non solo della differenza di temperatura tra esterno e quella desiderata all’interno, ma anche dell’umidità relativa, dai carichi interni quali elettrodomestici, illuminazione, persone presenti etc… e dell’irraggiamento solare. Bisogna cosi prestare molta attenzione all’esposizione dell’edificio rispetto al sole, ai materiali utilizzati per l’isolamento delle superfici opache (pareti esterne e tetto), alla qualità delle superfici vetrate e soprattutto al loro ombreggiamento sia fisso che mobile.

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Coibentazione cappotto termico casa comfort tagliareni efficienza energetica risparmio energetico

Vantaggi del sistema a cappotto termico.

 

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1.Il sistema a cappotto termico aiuta a proteggere il clima e l’ambiente.
Il sistema a cappotto termico è efficace, sia nel periodo invernale che estivo e permette di ridurre notevolmente il consumo energetico degli edifici durante tutto l’anno. Un minor fabbisogno energetico consente di risparmiare enormi quantità di CO2 (anidride carbonica) in quanto vengono ridotti sensibilmente lo sfruttamento dei combustibili fossili e dell’energia nucleare.

2.Il sistema a cappotto termico aiuta a risparmiare.
Con esso è possibile ridurre i costi mensili per il riscaldamento e il raffreddamento, in quanto diminuisce il fabbisogno energetico.

3.E’ un investimento sicuro.
Il sistema a cappotto termico è un investimento a lungo termine in valori sicuri. Le risorse energetiche (petrolio, gas, metano ecc…) subiscono ogni anno aumenti di prezzo, per cui con l’aumentare del costo dell’energia, gli edifici energeticamente efficienti sono destinati ad aumentare di valore.

4.Il sistema a cappotto termico migliora la qualità della vita.
Esso crea un ambiente interno caldo e confortevole in inverno e temperature più fresche in estate. Le superfici dei muri interni sono piacevolmente calde e si verifica anche una riduzione del rumore esterno.

5.Il sistema a cappotto termico è esteticamente bello.
Vengono offerte una grande varietà di sistemi per ogni specifica esigenza. E’ possibile realizzare praticamente qualsiasi struttura architettonica di vostro gradimento. E’ possibile conservare l’architettura esistente, oppure gli edifici e i quartieri meno attraenti possono diventare gradevoli.

6.Efficacia e vantaggi tecnici del cappotto termico:

-tramite l’applicazione del cappotto termico il punto di condensa rimane all’interno dello strato isolante cioè all’esterno della muratura e quindi facilmente evaporabile;

-le oscillazioni della temperatura all’interno della muratura sono contenute;

-l’edificio è protetto e la muratura non è a rischio di formazioni di ghiaccio al suo interno;

-le temperature superficiali interne sono più alte eliminando il rischio di condensa e muffe sulle pareti;

-è possibile risolvere in modo relativamente semplice i ponti termici;

-la massa di accumulo interna rimane intatta e quindi si riduce la possibilità di surriscaldamento estivo;

-sono possibili spessori consistenti senza ridurre lo spazio interno;

-nelle ristrutturazioni non si creano disagi agli abitanti.

7.Recupero della somma investita.
La nuova Legge di stabilità ha prorogato per il 2016 le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica, per cui sarà possibile recuperare il 65% della somma investita tramite le detrazioni fiscali concesse e relative al tipo di intervento.

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